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Kiwido Media|Video
Roma, Kiwido, 01/09/2006
Dal 2006: grafiche, produzione e post-produzione audio-video, montaggi, remix e restauri, videografiche, compositing, sottotitolazioni, authoring di dvd per enti, societÓ di comunicazione, broadcasting, produzioni e distribuzioni cine-televisive.
 
Antonello Branca
Italia, 1935 2001 Foto 1  |  Foto 2
 
Antonello Branca
Seize the Time
 
Film cult degli anni 70 sul movimento delle Pantere Nere realizzato negli Stati Uniti seguendo dall'interno il lavoro del Black Panther Party. Il titolo Ŕ ispirato alla canzone omonima di Elaine Brown. Antonello Branca costruisce l'impianto narrativo fondendo insieme, con estrema abilitÓ, i canoni del cinema di finzione e del cinema documentario.
 
 
Antonello nasce a Roma il 15 maggio 1935. I genitori sono sardi, tempiese il padre, sussinca (di Sorso) la madre. Il legame con la Sardegna è riemerso forte negli ultimi venti anni della vita del regista che, dagli inizi degli anni 80, ha stretto rapporti profondi con un piccolo e bellissimo centro della Gallura, Trinità d’Agultu. Antonello riposa oggi nel cimitero del paese, circondato dal colore intenso del mare, dal rosso del granito locale e dal profumo della macchia mediterranea.
Fotografo in Kenia a soli 24 anni, poi corrispondente da Londra per l’ Agenzia Italia. Qui, Antonello Branca realizza il suo primo documentario “Un italiano guarda Londra“ (1961) in collaborazione con il fotografo Lorenzo Capellini. Con questo film Antonello inizia anche la collaborazione con la RAI. La TV italiana manda in onda tre puntate che vengono salutate dalla critica come un esempio innovativo e diverso di documentare la realtà.
Dopo la lunga permanenza londinese Antonello avvia la collaborazione con TV7, il programma d’informazione “cult” della seconda rete. Il suo servizio sul Vajont (1963), per primo denuncia le responsabilità umane del disastro: è scandalo. Antonello aveva dato voce ai superstiti e il pubblico di tutta l’Italia aveva ascoltato le denunce che mettevano sotto accusa le istituzioni. Il regista viene messo all’indice e allontanato per un lungo periodo dal programma. Il direttore di TV7, Claudio Savonuzzi, è destituito.
Nel 1965, Mastroianni si racconta ad Antonello, lungo i viali di Cinecittà, nei camerini dei teatri di posa, durante un’incontro di box, nella sua casa di campagna. Il ritratto dell' uomo e dell'attore è completato da quanti hanno lavorato con lui: Vasco Pratolini, Federico Fellini, Giulietta Masina, Valerio Zurlini, Pietro Germi, Luchino Visconti,Jeanne Moreau, Sophia Loren.

Nasce in quell’anno, Rebecca, la primogenita di Antonello e di Paola Michelini. E dopo un anno arriva Tomaso. Con il padre condivideranno, ancora piccoli, avventurose traversate in barca a vela - dal Giglio a Montecristo, da Crotone alla Grecia - e il mondo onirico delle fiabe inventate per loro.
Inizia in quegli anni anche il rapporto con Ferro Piludu e con Sergio Salaroli, due tra i grafici più geniali di Roma. Con Piludu Antonello condivide per oltre 15 anni lo studio di via dei Gracchi.
Nel 1966 Antonello fonda con l’amico e collaboratore Raffaele De Luca la “Filmaker Research Group,” insieme partono per gli Stati Uniti dove danno vita ad un ricchissimo percorso di documentazione. In “What's happening ?” (1967) Robert Rauschenberg, Roy Lichtenstein, Allen Ginsberg, Andy Warhol, Fred Mgubgub, Marie Benois raccontano la loro America, la Pop Art e la Beat Generation, le speranze per il futuro e le contraddizioni del presente.

L’interesse per la storia degli Stati Uniti è uno dei fili conduttori che accompagneranno per tutta la vita il percorso professionale di Antonello Branca.
Mentre Ronald Reagan governa lo Stato della California, Antonello gira la marcia dei poveri a Sacramento, la rivolta degli studenti nelle Università di La Yolla e di Berkeley, le condizioni di vita disumane nel ghetto nero di Los Angeles, gli immigrati messicani e l' ultimo comizio elettorale di Robert Kennedy. Con queste sequenze costruisce "Il dissenso" (1968) che farà parte della trilogia californiana insieme a “Los Angeles: una città in automobile” e “ll laboratorio del Futuro”.
Una canzone di Elaine Brown “Seize the time” ispira il titolo del film sul Black Panther Party (1971). Il film descrive un' America dove i neri e le “Pantere” in particolare, vengono assassinati a sangue freddo secondo un preciso disegno repressivo.
Il ritorno in Italia porta Antonello tra gli operai metalmeccanici di Mirafiori in sciopero per il rinnovo del contratto.

Peppino De Luca, musicista e compositore di talento, curatore delle colonne sonore di tutti i film di Antonello e amico di sempre muore in quel periodo poco più che trentenne. Si spezza così uno dei legami più profondi della vita del regista.

Antonello insegue un sogno: realizzare un film sul sud America, portare sullo schermo la forza della prosa di Manuel Scorza, e la "Storia di Garabombo l'Invisibile". Nel 1974 inizia a prendere forma la sceneggiatura del film, ideata e costruita insieme all’autore del romanzo. La FILM ALPHA di Mario Gallo ne assume la produzione. Non tutti i progetti però arrivano a compimento, e di quel sogno resta solo una splendida sceneggiatura.

Quando un sogno si infrange, però, si può sempre inventarne un altro. Antonello coinvolge un gruppo di amici in una avventura apparentemente impensabile: costruire una barca a vela in vetroresina filmando tutto il percorso, con la sponsorizzazione di un’industria chimica.
In un capannone di Fiumicino prende forma, giorno dopo giorno, la struttura in legno di uno scafo di 20 metri, progettato e disegnato da Andrea Vallicelli. Un capolavoro di linee armoniose che testimonia anche la passione artigiana del regista e il piacere del saper fare con le mani.

Tra il 1975 e il 1976 Antonello è in Angola, su invito del MPLA, dove resta per dieci mesi. Collabora con il DIP, Dipartimento Informazione e Propaganda, per l'ampliamento della TV di Luanda.
Sono gli anni del suo lavoro come giornalista presso la redazione esteri di Lotta Continua e l’inizio della sua grande amicizia con Lisa Foa.

Antonello continua anche la sua attività di regista. Nel 1976 documenta il diffondersi della droga a Milano attraverso il racconto di “Filomena e Antonio”. Nel 1977 narra “le piaghe di Napoli: lavoro nero, minorile, cottimo alla caviglia (quando non è mai consentito staccarsi dalla macchina, come se l’operaio vi fosse incatenato), la polinevrite da collante….” Natalia Ginzburg apriva così, sulle pagine del Corriere della sera la recensione di “Cartoline da Napoli” (1977) e Cesare De Seta scriveva su Paese sera:“Un lavoro serio, capillare ed efficace per il freddo scrutare dell’obiettivo nelle miserie profonde della città.”. Lo accompagna nel lavoro un gruppo di giovani professionisti - del suono e delle riprese - Alessandro Zanon, Ugo Adilardi, Alessandro Ojetti, ai quali è legato da un’amicizia profonda.
Il documentario produce un piccolo terremoto politico e l’On. Gava in persona scende in campo contro il programma.

Tra il 1980 e il 1981 Antonello è di nuovo in America. Il suo progetto è raccontare la storia dell’emigrazione italiana negli Stati Uniti. Con la collaborazione di Peppino Ortoleva centinaia di storie, documenti, interviste, materiali di ogni genere vengono raccolti, catalogati, interpretati. Una prima parte del progetto prende forma: la vicenda del banchiere Giannini e della sua creatura, la “Bank of America”, mettono a nudo le dinamiche, le contraddizioni, i costi sociali della nascita di un impero economico.
Nel 1982 Antonello Branca fonda la Moby Dick Movies che durerà fino alla morte del regista.
Nel 1984 dà vita insieme a Sergio Ricci e Gilberto Tofano alla BONAVENTURA & C. Il famoso fumetto del Corriere dei piccoli cambia medium e diventa cartone animato. La società produrrà sei cortometraggi d’animazione. L’interesse per il mondo dell’infanzia verrà nuovamente alimentato dall’incontro con il maestro Franco Lorenzoni che propone ad Antonello di esplorare “L’acqua tra cielo e terra” (1986) insieme ai bambini della scuola elementare di Giove un piccolo paese dell’Umbria. Tomaso accompagna nell’avventura il padre, rivelando le sue doti di fonico. Alla cinepresa Guido Albonetti.

Nell’89 Antonello Branca inizia una ricerca sul rapporto tra guerra e tecnologia che occuperà quattro anni della sua vita. Condivide questo percorso di ricerca con Donatella Barazzetti. Gli Stati Uniti sono, ancora una volta, il riferimento. Anni passati negli archivi, nei luoghi della prima industrializzazione americana, nei musei, negli arsenali militari, che il nascente stato americano aveva creato dalla fine del 1700. Centinaia di interviste, la collaborazione di studiosi come David S. Landes, Nathan Rosemberg, l’apporto degli scienziati che costruirono la bomba A, hanno permesso di dare vita ad una trilogia, “Guerra e tecnologia”, che documenta il rapporto tra gli apparati militari e lo sviluppo economico degli Stati Uniti dalla nascita dello stato americano, alla fine del ‘700, fino alla guerra del golfo del 1991. Tomaso Branca e Alessandro Ojetti garantiscono la qualità del suono e delle immagini.

Negli ultimi anni Antonello aveva iniziato a lavorare ad un progetto ambizioso: una storia “alternativa” degli Stati Uniti. Un progetto reso possibile anche grazie alla collaborazione di una persona straordinaria e geniale, Vincenzo Mundo, capace di creare dal nulla gli strumenti di lavoro più sofisticati.
Vincenzo è scomparso improvvisamente un giorno di autunno del 2001. Antonello se ne è andato pochi mesi dopo, nel caldo assordante dell’estate.
Chissà che questa storia interrotta non la riprendano un giorno Simone, che da “nonno Antonio” ha imparato l’ironia e la passione per gli scacchi, o Daniel che non ha fatto in tempo a conoscerlo.

www.associazioneantonellobranca.org

 
Video:
Antonello Branca
Seize the Time
Italia , 1970
Antonello Branca
What's happening?
Italia , 1967