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Kiwido Media|Video
Roma, Kiwido, 01/09/2006
Dal 2006: grafiche, produzione e post-produzione audio-video, montaggi, remix e restauri, videografiche, compositing, sottotitolazioni, authoring di dvd per enti, societÓ di comunicazione, broadcasting, produzioni e distribuzioni cine-televisive.
 
Paolo Gioli
Italia, 1942  Foto 1  |  Foto 2
 
Paolo Gioli
Un cinema dell'impronta
 
Coedizione tra CSC e Kiwido a cura della Cineteca Nazionale, il volume include il dvd 6 film di Paolo Gioli con i lavori inediti dell'artista veneto. 256 pagine con un ricco apparato iconografico con contributi di Bordwell, Bouhours, Di Marino, Fragapane, Pa´ni, Sanborn, Volpato, sottolineano l'inestricabile legame tra pittura, fotografia e cinema.
 
 
Paolo Gioli nasce a Sarzano di Rovigo il 12 ottobre 1942, settimo di undici figli di Celio,  geometra, e di Leonina Gasparetto. Frequenta le scuole elementari a Sarzano.  Verso i diciotto anni conosce lo scultore Virgilio Milani e inizia a frequentare il suo studio di Rovigo. E' per lui un primo maestro. Nel 1960 inizia a lavorare come decoratore in un laboratorio di ceramica di Rovigo. Qui conosce Carla Schiesari, che sposerà nel 1969.  Dal 1960 al 1963 frequenta la Scuola Libera del Nudo presso l'Accademia di Belle Arti di Venezia. Conosce Luciano Gaspari e Giuseppe Santomaso, che lo incoraggiano a disegnare e a dipingere, e successivamente Emilio Vedova, mentre l'assidua   frequentazione dei musei e delle gallerie veneziane lo avvicina all'arte italiana del Medioevo e del Rinascimento e le frequenti visite all'Archivio storico della Biennale   e alla collezione Guggenheim gli fanno conoscere le avanguardie. Nel 1964 incontra la Pop Art americana, esposta alla Biennale. Nella sua permanenza a Venezia, fino al 1967, conosce il gallerista Cesare Misserotti e, fra gli altri, il critico  Berto Morucchio. Partecipa alle mostre collettive dell'Opera Bevilacqua La Masa, presidente Diego Valeri, nel 1963-'64 (vincitore del primo premio per il disegno, "Nudo", 1963), 1964-'65, 1965-'66 (vincitore del primo premio per la pittura, "Figura, figura, figura, figura", 1965). Nel 1964, '65, '66, '67 espone in mostre personali alla galleria l'Elefante, presso la quale stampa la sua prima cartella litografica, "Oggetti probabili", 1967. Alla fine del 1967 insieme al pittore Piergiorgio Brusegan parte per New York, dove vive per circa un anno. Qui conosce Ruth Friedlich (a lui segnalata dall'allora conservatore di Ca' Pesaro Guido Perocco), la quale gli è d'aiuto e gli fa ottenere una borsa di studio della John Cabot University di Boston. A New York stringe  amicizia con Paolo Vampa, che diviene sostenitore e produttore del suo lavoro. Gioli vive prima nel quartiere portoricano e poi a Union Square, accanto alla Factory di Andy Warhol. Fa diretta conoscenza dell'Espressionismo Astratto, della Pop Art, del New American Cinema e visita ripetutamente i musei e le gallerie d'arte newyorchesi, e il Museo di Storia Naturale. Lavora ad alcuni grandi disegni (uno di essi è oggi conservato presso la Rockfeller Foundation), ma l'esperienza americana segna soprattutto la nascita di un forte interesse per il cinema e, insieme, di un primo interesse per la fotografia. Nell'autunno del 1968 è di nuovo in Italia e per un anno torna a vivere a Venezia. Nel 1969 inizia a lavorare con il cinema e poi con la fotografia, utilizzando camere con foro stenopeico. Nel 1969 si trasferisce a Roma, dove vive fino al 1975. E' il periodo della Pop Art romana, che vede attivi Schifano, Angeli, Festa. Gioli affianca alla pittura e al disegno la serigrafia e la litografia (realizza una nutrita serie di tele serigrafiche, due cartelle litografiche, "Ispezione e tracciamento sul rettangolo" e "Immagini disturbate da un intenso parassita", 1975 e un libro litografico, "Dadathustra", 1976) e approfondisce sempre di più i suoi interessi verso il cinema e la fotografia, con decisa scelta di stampo sperimentale. Attraverso il filmmaker Alfredo Leonardi entra in rapporto con la Cooperativa Cinema Indipendente, intorno alla quale operano, oltre a Leonardi, pittori come Gianfranco Baruchello e letterati come Massimo Bacigalupo. Presenta al FilmStudio, fondato da Amerigo Sbardella e a cui collaborano Adriano Aprà e Enzo Ungari, i suoi primi film, interamente girati, sviluppati e stampati da lui.
Realizza anche fotografie e film da immagini video, e a partire dal 1973 inizia a operare anche con la tecnica del fotofinish, reinventandola creativamente. Nel 1976 si trasferisce a Milano, dove vive fino alla fine del 1981.Qui conosce lo studioso di fotografìa Ando Gilardi e subito dopo Lanfranco Colombo, direttore della galleria II Diaframma/Canon. Essi lo introducono ufficialmente nell'ambiente della fotografia, disciplina alla quale, da questo momento in poi, si dedica con continuità, affiancandola al cinema. Nel 1977 inizia a fare uso del materiale Polaroid e mette a punto tecniche di trasferimento su supporti diversi, soprattutto la carta da disegno e la seta, talvolta anche la tela e il legno. Proprio dello stesso anno è la sua prima mostra personale alla galleria II Diaframma / Canon (Il tempo della ricerca ritrovata), dove espone anche nel 1978 e nel 1979. Nel 1979 inizia ad utilizzare nelle sue ricerche anche il Cibachrome. Di questo stesso anno è la conoscenza con il fotografo e storico della fotografia Italo Zannier, in occasione della manifestazione Venezia ' 79. La Fotografia. Gli anni 1981(anno del suo ritorno a Rovigo)-1984 sono dedicati a una serie di ricerche con la Polaroid concepite come "omaggi" ai protofotografi, A Hyppolite Bayard gran positivo, Niépce di Land, Cameron Obscura, Eakins/Marey. L'uomo scomposto). Porta la data 1981-'82 una personale all'Istituto Nazionale per la Grafica- Calcografia di Roma, II punto trasparente -'grafie. Nel 1982 ha inizio una duratura collaborazione con la galleria Michèle Chomette di Parigi; dello stesso anno è la sua prima importante personale all'estero, ad Arles (Cameron Obscura), mentre dell'anno successivo è la sua personale di fotografia ( Corps et Thorax) e di cinema al Centre Georges Pompidou di Parigi. In questa occasione conosce Alain Sayag e Jean-Michel Bouhours, responsabili del settore fotografia e del settore cinema del Pompidou. Del 1986 è la ricerca Obscura, la natura riflessa (presentata al Museo del Paesaggio di Verbania) e del 1987 Autoanatomie (presentata al Musée Reattu di Arles). Nel 1989 lascia Rovigo e si trasferisce a pochi chilometri dalla città, in campagna, a Lendinara. Nel 1991 espone fotografia e film nella mostra antologica Gran positivo nel crudele spazio stenopeico, a Palazzo Fortuny a Venezia e successivamente al Museo di Storia della Fotografia Fratelli Alinari a Firenze. Del 1996 è una grande mostra antologica al Palazzo delle Esposizioni di Roma dal titolo "Paolo Gioli. Fotografie, dipinti, grafica, film", nella quale per la prima volta viene presentato l'insieme della sua opera in tutte le sue articolazioni dal 1962 al 1995. Sempre nel 1996 su incarico dall'EU Japan Fest Japan Committee svolge una ricerca a Tokyo, una serie di ritratti realizzati in fotofinish, che viene poi esposta in diverse sedi europee. Degli anni 1997-98-99 sono le ricerche "Torsi luminescenti", "Confinati" (esposta ai Rencontres Internationales de la Photographie di Arles nel 1998), "Fiori". Nel 1999-2000 prende parte al progetto "Milano senza confini", per incarico della Provincia di Milano ed espone allo Spazio Oberdan di Milano. Del 2001 è la sua personale alla galleria Michèle Chomette di Parigi dal titolo "Paolo Gioli. Attraverso. Oeuvres fotofinish 1995-2000 et film 1969-1995". Vive e lavora a Lendinara, impegnato in ricerche filmiche, sul fotofinish, la materia Polaroid e Cibachrome.

www.paologioli.it

 
Video:
Paolo Gioli
Anonimatografo
Italia , 1972
Paolo Gioli
Farfallio
Italia , 1993
Paolo Gioli
Figure instabili nella vegetazione
Italia , 1973
     
Paolo Gioli
Finestra davanti a un albero
Italia , 1989
Paolo Gioli
Giacomo Daniele Fragapane: Paolo Gioli
Italia , 2009
Paolo Gioli
Tracce di tracce
Italia , 1969
     
Paolo Gioli
Volto sorpreso al buio
Italia , 1995