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Milano, 03/12/2009

Ostinati 85/08 Roberto Nanni al Filmmaker Festival

ore 19:00: Spazio Oberdan, V.le Vittorio Veneto angolo via Tadino 2

 

Fuoriformato: al Filmmaker Festival, Festival Internazionale di Cinema e Video Non-Fiction, Spazio Oberdan (Provincia di Milano) OSTINATI/85 incontro e visioni con Roberto Nanni.

Formatosi con il cinema americano sperimentale e d'avanguardia degli anni '50 e '60 di Stan Brackhage, quello underground di Jonas Mekas e Kenneth Anger e con la musica contemporanea, Roberto Nanni è alla costante e ostinata ricerca di una sintesi tra il linguaggio sonoro e un linguaggio visivo che confonde con rara non-chalance documentazione e astrattismo.

Il libro raccoglie scritti critici di Bruno Di Marino e Stefano Catucci oltre a disegni e appunti, testimonianze preziosissime di una ricerca e di una conoscenza intima dei mezzi tecnici ed espressivi iniziata nella Bologna di fine anni ‘70.

La raccolta dei suoi film include tra gli altri:
L’amore vincitore. Convesazione con Derek Jarman
Una delle ultime conversazioni con il regista scomparso, film vincitore del Festival Cinema Giovani di Torino.
Greenhouse Effect. Steven Brown reads John Keats
I video usati nelle performance dal vivo di Steven Brown, del gruppo storico statunitense Tuxedomoon, con il quale il cineasta ha collaborato per diversi anni.

Tra gli extra "Autoscatto" con Cesare Romani, Roberto Nanni, Roberto Silvestri, Cristina Piccino, Antonio Rezza, Flavia Mastrella, con immagini inedite di Jarman, un'intervista a Steven Brown e "AutoSfratto" con Roberto “Freak” Antoni.
Musiche di Gabriele Panico e di Steven Brown.


> scheda del dvd

> scheda roberto nanni

 

Filmmaker Festival, Festival Internazionale di Cinema e Video Non-Fiction

 

Una forma resistente di cinema. Il cinema del reale si conferma uno spazio aperto in cui con estrema libertà si distruggono i formati e le schematiche contrapposizioni: un laboratorio pulsante che resta ai margini della produzione cinematografica e “fuori” dalla distribuzione italiana. Anche quest’anno il Concorso internazionale Lavoro e temi sociali si propone di portare sugli schermi milanesi le opere che hanno saputo interrogare il reale mettendolo in forma cinematografica.
Talmente fuori dai formati (che spesso imbrigliano le selezioni dei festival) da poter accogliere nel nostro concorso il frammento poetico del regista cinese Wang Bing (Happy Valley, appena mezzora) e la lunga odissea della caduta del muro raccontata in Material di Thomas Heine. Tornano alcuni autori a cui Filmmaker ha dedicato importanti retrospettive: l’israeliano Eyal Sivan presenta in anteprima italiana Jaffa - La mecanique de l’orange, Frederick Wiseman - maestro del documentario statunitense - porta il ritratto “in punta di piedi” del corpo di ballo dell’Opera di Parigi in La Danse, l’ungherese Peter Forgacs elabora un nuovo episodio della Storia del suo paese attraverso le immagini d’archivio in Hunkey Blues -The American Dream, Harun Farocki con In Comparison racconta il capitalismo (ma anche il senso dell’immagine cinematografica) seguendo la fabbricazione dei mattoni nel mondo. A questi grandi maestri europei, tra i più importanti autori sulla scena cinematografica internazionale, aggiungiamo l’opera di un giovane cineasta francese Sylvain George che firma un suggestivo poema politico sul ruolo degli immigrati nella nostra società in L’impossible - Pages arrachees.
Per la scena italiana, sempre più ricca di registi che si aprono a suggestive vie creative, presentiamo il secondo film di Pietro Marcello: La bocca del lupo, racconto mitico di una Genova sospesa tra la memoria del passato e l’irruenza sofferente del presente. Due ritratti affrontati con una rara “giusta distanza” sono In un altro mondo di Joseph Peaquin, sulla vita quotidiana di un guardia parco, e The Land of Jerry Cans di Paola Piacenza, indagine su una difficile linea di confine.

Due le opere fuori concorso: film italiani importanti che abbiamo scelto di segnalare. La paura di Pippo del Bono, di cui avevamo presentato il work in progress durante la passata edizione, è un’opera traumatica e disturbante sul malessere italiano raccontato tramite la fotocamera di un cellulare. Grandi speranze di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti, già vincitori di Filmmaker con il loro primo documentario I promessi sposi, continuano la loro interessante ricerca personale: scavano nel presente – troppo spesso ignorato - della nostra società con uno sguardo pungente e partecipe.